Il fallimento, una via verso la santità?
28 gennaio 1899 – Ingresso definitivo di Léonie alla Visitazione di Caen
Poco prima di morire, offrendo le sue sofferenze per Léonie, Zélie aveva detto: «Se fosse necessario sacrificare la mia vita affinché Léonie diventi santa, lo farei con tutto il cuore».
Nel 1897, fu il turno di Teresa di assicurare: «Dopo la mia morte, la farò tornare alla Visitazione e lì persevererà».
In una lettera, suor Marie du Sacré-Coeur (Marie Martin) confidò a Léonie queste parole di Teresa: «Le otterrò la grazia di riuscire e prenderà il mio nome e quello di san Francesco di Sales».
Il 30 settembre Teresa entrò nella vita, non senza aver chiesto ancora una volta al Signore, per la sua cara Leonia, la grazia della vocazione religiosa...
Léonie aveva già scoperto la "piccola via" di Thérèse attraverso la loro corrispondenza. Lesse Storia di un'anima non appena fu pubblicata e si impegnò con ancora più determinazione in questo cammino di infanzia spirituale e di abbandono, di cui aveva intuito i frutti nella sorellina.
Pochi mesi dopo la partenza di Teresa per il Paradiso, il 28 gennaio 1899, Léonie entrò per la terza volta nel convento della Visitazione di Caen. Era il suo quarto tentativo di vita religiosa: aveva anche iniziato il noviziato presso le Clarisse di Alençon. Aveva trentacinque anni e mezzo.
La sua perseveranza, la sua fiducia e la sua buona volontà avrebbero finalmente trionfato sugli ostacoli. Léonie fece la professione religiosa nel luglio 1900 con il nome di Suor Françoise-Thérèse e rimase suora presso la Visitazione di Caen fino alla sua morte, avvenuta nel 1941.
La sua perseveranza nella vocazione, tuttavia, sarebbe stata una lotta continua. In una lettera alle sue consorelle carmelitane del 1931, scrisse: "Non riesco più ad acclimatarmi a questa triste terra. Tutto è fonte di noia e stanchezza per me, prega bene - questo è rivolto a Céline - per il tuo povero piccolo codardo, perché in breve è pura codardia non voler più soffrire per il buon Dio, anche se è più offeso che mai... Mi aggrappo il più possibile alla sua volontà che amo e che desidero sopra ogni cosa, ma tutti i miei poveri sforzi sono del tutto infruttuosi e spesso mi lasciano in una sofferenza indicibile." Ma la fiducia prende sempre il sopravvento: “Sono completamente abbandonato a vivere fino alla fine del mondo, se tale è il beneplacito del buon Dio! È ciò che fa Lui che amo…”
Durante la sua testimonianza al processo apostolico per la beatificazione di Suor Teresa di Gesù Bambino e del Santo Volto, è tornata sul rapporto di profonda tenerezza e vicinanza che la univa alla più piccola della famiglia, raccontando: “Fui particolarmente colpito dalla grande delicatezza con cui si comportò nei miei confronti. Avevo allora 23 anni e lei solo 13, ma ero molto in ritardo negli studi e nella formazione; la mia sorellina si prestò a istruirmi con grande carità e squisito tatto per non umiliarmi. (…) La mia sorellina fu sempre molto gentile e perfettamente padrona di sé. Non ricordo di averla mai vista mostrare impazienza, tanto meno arrabbiarsi.”
Questa estrema attenzione e delicatezza di Teresa si manifestarono nella sua intercessione per la sorella, dalla sua dimora celeste...

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