Quale mortale può far nevicare per la sua amata?
Febbraio 17 2021

“Era giunto il momento della vestizione; fui ricevuto dal capitolo, ma come potevamo pensare di fare una cerimonia? Stavano già parlando di darmi il santo abito senza farmi uscire, quando decisero di aspettare.
Contro ogni speranza, il nostro amato Padre si riprese dal suo secondo attacco e Sua Grazia fissò la cerimonia per il 10 gennaio.
L'attesa è stata lunga, ma che festa meravigliosa!... non mancava niente, niente, nemmeno la neve...
Non so se vi ho già parlato del mio amore per la neve?… Fin da bambina, il suo candore mi incantava; uno dei miei più grandi piaceri era camminare sulla neve. Da dove veniva questo amore per la neve?… Forse dal fatto che, da piccolo fiore invernale, il primo ornamento che i miei occhi di bambina videro abbellire la natura doveva essere il suo manto bianco… Insomma, avevo sempre desiderato che il giorno in cui mi sarei vestita in modo formale, la natura si adornasse di bianco, proprio come me. Il giorno prima di quel bel giorno, guardavo tristemente il cielo grigio da cui di tanto in tanto usciva una pioggerellina, e la temperatura era così mite che non speravo più nella neve.
Il mattino seguente il cielo non era cambiato; tuttavia la festa era deliziosa e il fiore più bello, più incantevole era il mio amato Re, mai era stato più bello, più degno...
Era ammirato da tutti; quel giorno fu il suo trionfo, la sua ultima festa sulla terra. Aveva donato tutti i suoi figli a Dio, perché Celina gli aveva confidato la sua vocazione, e lui aveva pianto di gioia ed era andato con lei a ringraziare Colui che gli aveva "fatto l'onore di prendere tutti i suoi figli".
Al termine della cerimonia, il Vescovo intonò il Te Deum. Un sacerdote cercò di far notare che questo inno veniva cantato solo durante le professioni, ma lo slancio era ormai stato stabilito e l'inno di ringraziamento continuò fino alla fine. Non era forse necessario che la celebrazione fosse completa, poiché comprendeva tutte le altre?
Dopo aver baciato un'ultima volta il mio amato Re, sono rientrato nel recinto, la prima cosa che ho visto sotto il chiostro è stato "il mio piccolo Gesù rosa" che mi sorrideva tra i fiori e le luci e poi subito il mio sguardo è caduto sui fiocchi di neve... il cortile era bianco come me.
Quanto è stato premuroso Gesù! Anticipando i desideri della sua piccola fidanzata, le ha donato la neve... Neve, quale mortale potrebbe farla cadere dal cielo per incantare la sua amata?... forse la gente del mondo si è posta questa domanda, quel che è certo è che la neve della mia vestizione è sembrata loro un piccolo miracolo e che tutta la città ne è rimasta stupita.
La gente pensava che avessi uno strano gusto per la neve... Tanto meglio! Serviva solo a mettere in risalto l'incomprensibile condiscendenza dello Sposo delle vergini... di Colui che ama i gigli bianchi come la NEVE!"
Manoscritto A, foglio 72


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