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Dio e il mondo

Omelia del 14 aprile 2021

"Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito."
È così vero e così certo che il mondo sia così amabile da essere amato in questo modo? Spesso siamo in disaccordo con il mondo. A volte ne parliamo con disprezzo. A volte persino con odio. E a volte, noi cristiani ci comportiamo come bambini un po' indegni di questo Signore che ha tanto amato il mondo.
Per sentirci un po' più a nostro agio in questo rapporto con il mondo, dobbiamo ricordare che in San Giovanni questa parola ha due significati.
C'è quello che mostra come il mondo possa essere una tentazione: anche quando è visitato dalla luce, l'uomo preferisce le tenebre alla luce. È questo mondo creato che si chiude in se stesso e rifiuta la luce che il Signore gli irradia. In questo senso, il mondo diventa una tentazione, e ricordiamo che nella storia della Chiesa c'è una corrente ascetica, cioè che prende le distanze da questo mondo, e la tradizione monastica ha fortemente favorito questo ritiro dal mondo.
Riconosciamo che, a volte, siamo rimasti intrappolati in questa dinamica e forse abbiamo perso di vista la testimonianza che abbiamo da offrire a questo mondo, incluso il mondo che si chiude in se stesso, una testimonianza che è una testimonianza dell'amore di Dio per esso. Questo egocentrismo nel mondo non ha mai scusato o scoraggiato il Signore dall'amarlo, e noi dobbiamo prima di tutto essere testimoni di un Dio che ama questo mondo con le sue tenebre e, naturalmente, con la sua luce.
Invece di considerare il mondo esclusivamente come un luogo di tentazione, da cui dovremmo fuggire ed evitare, la grande tradizione spirituale cristiana ci invita ad accogliere questo mondo come un luogo di vocazione, come un luogo di missione, come un luogo di chiamata e niente meno che una chiamata ad amarlo.
Questo mondo è ambiguo proprio nel modo in cui Dio lo ama fino in fondo, senza mai arrendersi. Dobbiamo quindi trovare le parole giuste, e credo che siamo eredi di un secolo, il XX, che ha affinato il suo linguaggio per parlare del mondo. Perché era necessario liberarsi, in una certa misura, da una tradizione troppo negativa, da un rapporto con questo mondo che non era altro che tentazioni.
In realtà, le tentazioni non sono tanto pericolose in sé quanto lo sono dentro di noi, i cui cuori sono così fragili che spesso soccombono alle tentazioni mondane. Il fascino della ricchezza, del potere e del piacere incontrollato... ma è nel nostro cuore che questa tentazione si manifesta veramente.
Non proiettiamo sempre sul mondo esterno quelle che sono semplicemente le nostre debolezze, ma riscopriamo piuttosto questa sana relazione con il Signore che ci invita ad amare questo mondo, a consacrarci a Lui. In questo XX secolo, abbiamo esempi bellissimi di persone spirituali che hanno saputo evitare le trappole di questo mondo, e tuttavia lo hanno vissuto con integrità, come segno della presenza di Dio nel mondo. Perché ciò che sta al centro della nostra fede è che il Signore è venuto ad abitare in questo mondo con tutte le sue ambiguità, ancora una volta, non per condannarlo, come ci ricorda San Giovanni, ma per salvarlo.
Che questo Vangelo ci inviti a una relazione più giusta con un mondo che non è giusto, ma che è fondamentalmente amato e salvato dal Signore. Amen.

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